Collegamenti

Un collegamento indica l'unione di due o più parti per creare qualcosa di funzionante relativamente alla funzione che deve avere. Si dividono in collegamenti:

  • Fissi: indicano un collegamento tra due parti che una volta collegate non possono essere separate tra loro se non per rottura. Un esempio è la saldatura, la chiodatura, la rivettatura, la clinciatura, ecc
  • Mobili: sono utilizzati per creare collegamenti che bloccano alcuni movimenti ma ne lasciano liberi altri. Alcuni esempi sono i collegamenti filettati, le cerniere, gli ingranaggi.

Saldatura

La saldatura indica un collegamento tra due parti in cui due metalli fondono per creare una continuità di materiale. Nella saldatura le parti fondamentali sono: 

  • Metallo base: indica la parte da saldare 
  • Metallo da apporto: è il metallo che viene fuso e utilizzato per unire le due parti del metallo base. Può essere fornito in fili o elettrodi.

Esistono diverse tipologie di saldature. La prima riguarda la tipologia di metallo utilizzato:

  • Saldatura omogenea: il metallo base è uguale al metallo da apporto. Ad esempio la saldatura dell'acciaio 
  • Saldatura eterogenea: il metallo da apporto è diverso da quello base. Un esempio è la saldatura del rame.

La seconda invece riguarda la partecipazione del metallo base alla formazione del giunto:

  • Saldatura autogena: il metallo base fonde insieme al metallo da apporto creando una unica continuità di materiale. 
  • Saldatura eterogena: il metallo base non partecipa alla formazione del giunto saldato. Ad esempio la stagnatura i componenti elettronici.

 

Chiodatura 

È una tipologia di saldatura utilizzata soprattutto in passato per realizzare collegamenti fissi tra due lamiere. Il metodo consiste nel creare un foro coassiale in due lamiere di un certo spessore, inserire un chiodo conico all'interno del foro è batterlo dalla parte opposta fino a creare una seconda testa. Alcuni esempi di possono vedere  nelle locomotive oppure nelle vecchie strutture delle stazioni ferroviarie.

Ovviamente la dimensione del chiodo è proporzionale alla sollecitazione a cui la struttura deve resistere.

Questa poteva essere realizzata in due differenti modi: 

  • Chiodatura a caldo: il chiodo veniva riscaldato per poter aumentare la deformabilità del metallo e poterlo lavorare. In generale veniva utilizzata per metalli come l'acciaio.
  • Chiodatura a freddo: il chiodo veniva abbattuto a temperatura ambiente in quanto il materiale aveva una buona deformabilità anche a bassa temperatura. Ad esempio per stagno e piombo.